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mercoledì 26 ottobre 2011

I prigionieri politici in Birmania e un sogno di libertà e pace...che si avvera! Ashin Gambira e altri monaci sono stati liberati!

Dalla Birmania giungono notizie di maltrattamenti in prigione per il prigioniero politico Ugambira. Cosi come in tutti i paesi del mondo, anche in Birmania auspichiamo libertà e pace, rispetto dei diritti individuali e collettivi.

Senza compromessi.

Questo il testo scritto da Ashin Sopaka, monaco birmano, tra i leaders della rivoluzione pacifica del 2007 in Birmania.


Ashin Sopaka parla di non violenza e della rivoluzione.

"Ho sempre pensato in modo non violento. È ed è sempre stato il nostro obiettivo.
Credo che sia l'unico modo per raggiungere la pace. Dobbiamo trovare i
l modo di rendere possibile per le altre persone di unirsi al nostro movimento non-violento.
Quando noi, ad esempio, vogliamo raggiungere la libertà di tutti i prigionieri politici, dobbiamo trovare un modo non violento per fare questo.

Ora abbiamo un piano che stiamo preparando, ma non importa quello che facciamo, certamente non comporta alcuna violenza.
Sono un monaco, e come un monaco è mia responsabilità di diffondere la pace, non violenza, e Metta (gentilezza amorevole) - non solo in Birmania, ma in tutto il mondo.
E 'dovere che ho come monaco.
Allo stesso tempo, noi [monaci e laici] dobbiamo lavorare per liberare tutti i prigionieri politici in Birmania.
Dobbiamo utilizzare la pace, non violenza, e Metta a superare la sofferenza.
Se guardiamo alla Libia, per esempio, la Libia è ora libera, ma guarda quante persone sono morte. Mi rende molto triste sentire il report sulle tante vittime.
Anche se sono tutte persone della Libia, hanno ucciso loro stessi.

Noi non vogliamo e non abbiamo bisogno di questo. Questo non è il nostro modo di agire e non è il nostro obiettivo.
Come monaci birmani, crediamo che sia possibile cambiare le menti degli altri popoli 'attraverso Metta (gentilezza amorevole).
Dobbiamo aspirare alla pace e alla libertà con mezzi pacifici.

Vogliamo utilizzare questo potere.
Se, per esempio, vedo un soldato, cerco di vederlo non come un nemico, ma come amico.
Nel mio cuore, vedo che ci fa andare avanti insieme mano nella mano. Quindi non è un problema per me parlare con un soldato birmano. Posso essere amico di un soldato.
Dobbiamo rimuovere la sensazione di "nemico" quando incontriamo o vediamo un'altra persona.
Dobbiamo superare i pensieri e sentimenti negativi e cambiare i loro sentimenti positivi.
Alcuni dicono che non possiamo raggiungere la libertà in Birmania senza la violenza.
Ma io dico, guarda che molti paesi lo hanno già fatto: paesi come l'India, Egitto, Tunisia.

Guardate, per esempio, l'Egitto.
I soldati egiziani non volevano sparare al proprio popolo.
Vogliono vivere in pace insieme. A causa di ciò, la protesta pacifica dei popoli 'ha avuto successo. Credo che sia un buon esempio per la Birmania.

Io credo veramente che sia possibile.
I soldati birmani sono buddisti, il 90% dei birmani sono buddisti.
Solo pochi alti ufficiali tengono tutto il potere. Essi sono guidati da avidità e odio e rabbia.
La maggior parte dei soldati sono solo persone normali.
Dobbiamo credere nella pazienza e non-violenza, e dobbiamo praticarla.
Il Buddha disse: "Non si può estinguere il fuoco con il fuoco". Avete bisogno di acqua per questo. L'acqua è Metta (gentilezza amorevole). La domanda è: quanta acqua abbiamo? Se abbiamo abbastanza acqua si può spegnere il fuoco. Questo è un insegnamento molto chiaro del Buddha.
Quindi, per favore, gente di Birmania e in tutto il mondo, producete piu' acqua, piu' "metta".

Da quando ho imparato questo insegnamento del Buddha, la prima volta, da bambino, ho sempre creduto fortemente in esso. Penso che sia ciò che questo mondo ha bisogno ora.
Guarda la Libia, di nuovo. I ribelli può dire: "Abbiamo raggiunto la libertà".

Ma guardate che cosa hanno dovuto pagare per questo, quante vite sono state perse. Non è una storia davvero buona.
Vogliamo una buona storia.
E in molti paesi la violenza non si ferma. E 'stato così in Afghanistan, in Iraq e in Israele. Sono ormai più di trent'anni, e ancora vi è lotta armata tra Israele e Palestina. Stanno cercando di giungere ad una soluzione con la violenza, con armi e odio.
Non potrà mai finire così.
Per noi birmani è molto importante per praticare Metta, e non solo per noi, ma per il mondo intero. Nel 2007 la "rivoluzione zafferano" era un buon esempio, una buona storia, ed è ancora oggi. Abbiamo ancora le immagini chiare e potenti della protesta pacifica nella nostra mente.
Ci guiderà il prossimo movimento in questo modo".

Questo il discorso tenuto dal Ven. Tae Hye Sunim, monaco buddhista di tradizione coreana e birmana, presso il Convegno organizzato a Roma dall'Associazione "Società Libera":


"La libertà, i diritti umani e la democrazia sono essenziali per lo sviluppo materiale, culturale e spirituale di tutti i popoli del mondo. Purtroppo ancora in molti paesi si vive sotto la dittatura: in Birmania da quasi 50 anni. Diverse volte gli studenti e i monaci buddhisti hanno cercato di cambiare la situazione tramite proteste pacifiche, anche di massa. In una occasione, nel 1990 si sono tenute vere elezioni e il popolo ha scelto Aung San Suu Kyi come il leader legittimo del paese. I generali però non hanno accettato il risultato e la dittatura è diventata sempre più brutale. L’ultima grande protesta è stato quella dei monaci nel 2007, chiamata “Saffron Revolution”, la “rivoluzione zafferano” dal colore delle vesti monastiche. A questa grande protesta hanno partecipato circa 100mila monaci e monache. Tra gli organizzatori di quelle camminate ci sono anche alcuni miei amici. Con la repressione della protesta molti monaci sono stati imprigionati e torturati, e circa 200 sono ancora in prigione. Il movimento della “saffron revolution” tuttavia continua, ora in modo silenzioso, ma nel prossimo futuro sarà più visibile.

Recentemente in Birmania ci sono alcuni miglioramenti, sia apparenti che veri. Il governo ha cominciato dialogare cautamente con Aung San Suu Kyi. 227 prigionieri politici sono stati liberati. Comunque, altri 1800 sono ancora dietro le sbarre - tra loro vi sono monaci e monache, membri del partito National League for Democracy, leader degli studenti e almeno 30 giornalisti. Circa mezzo milioni di birmani sono profughi in altri paesi. Fortunatamente in Birmania ci sono tante persone - monaci, studenti, intellettuali, operai - che continuano a credere che alla fine vincerà la via non-violenta.

L’unica vera lotta per migliorare la vita sul pianeta Terra è la via della non-violenza, come hanno concretamente mostrato con la loro vita per esempio Mahatma Gandhi, Dalai lama, Martin Luther King, la Signora Rebiya Kadaar, Aung San Suu Kyi, monaci birmani e molti altri … Solo i movimenti pacifici sono in grado di creare un vero cambiamento in Birmania, in Tibet, in Turkestan Orientale, in Vietnam, in Iran e altrove.

Le cause principali che creano problemi nella vita degli individui e delle nazioni sono l’ignoranza, l’avidità, l’odio e la paura - la paura di perdere il potere, i propri privilegi ecc. In Birmania da ventitré anni i 400mila uomini dell’esercito hanno paura di una donna di cui l’unica arma è la libera parola. Questa donna, la praticante buddhista Aung San Suu Kyi ha detto: “E’ importante vivere la vita con la libertà dalla paura. Se siamo in grado di praticare così, possiamo sperimentare la libertà perfino in prigione. In caso contrario, non potremo mai assaporare la vera libertà anche quando non siamo in prigione.”

I nostri veri nemici sono nemici interiori - sono l’odio e la paura! Un monaco che è stato arrestato e torturato, dopo che è stato liberato disse: “Non provo odio verso I miei aguzzini. Spero che un giorno anche loro trovino la pace.”

Leggo alcuni versetti dal Metta-sutta (Discorso della benevolenza universale), parole del Buddha 2500 anni fa - (i monaci birmani hanno recitato questi versetti nelle manifestazioni pacifiche) :


“Che tutti gli esseri vivano felici e sicuri,tutti, chiunque essi siano: deboli o forti, lunghi o possenti, alti, medi o minuscoli, visibili e non visibili, vicini e lontani, già nati o ancora non nati. Che tutte le creature siano felici!


Che nessuno inganni l'altro, né lo disprezzi, né con odio o ira desideri il suo male.

Come una madre con la sua vita protegge suo figlio, il suo unico figlio; così con cuore apertosi abbia cura di ogni essere, irradiando benevolenza sull'universo intero, in alto verso il cielo, in basso verso gli abissi, in ogni luogo senza limitazioni, liberi da odio e rancore.

Fermi o camminando, seduti o distesi, sempre quando si è svegli, mantenere desta questa consapevolezza: tale è la sublime dimora.”

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A margine del "post" pubblicato sopra: nel mese di gennaio 2012 Ashin Gambira e altri leaders della "Rivoluzione Zafferano" del 2007 sono stati liberati!

Il 13 gennaio infatti diversi leaders della Rivolta del 2007 sono usciti di prigione ma i militari alla guida del paese hanno deciso di lasciare in carcere 900 prigionieri politici tra cui 48 monaci, tutte le "personalità" meno conosciute a livello internazionale.

La protesta internazionale ha "spinto" i militari birmani a questa scelta?

Sono state le "restrizioni" economiche internazionali? La protesta interna?

Comunque sia gioiamo tutti per questa libertà fisica di un eroe come Ashin Gambira, il cui libero spirito di monaco buddhista nessuno comunque aveva mai imprigionato!

LIBERI TUTTI, LIBERI ADESSO!

Associazione Karuna Onlus

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