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venerdì 7 dicembre 2012

Il progetto "Liberazione nella prigione" - Il resoconto del volontario Franco sugli incontri nel carcere di Genova Pontedecimo


          
Il Progetto Liberazione Nella Prigione è un'iniziativa gestita dall'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia e ha lo scopo di fornire ai detenuti un sostegno mentale che permetta loro di aprirsi a visioni e rappresentazioni della realtà più ampie e più incoraggianti, così da sentirsi almeno mentalmente più liberi nonostante la loro prigionia materiale. Karuna ha aderito a questa iniziativa e in rappresentanza di essa, a partire dal giugno 2011, ho condotto e conduco tuttora una serie di incontri settimanali nel carcere di Genova Pontedecimo. Come previsto dal Progetto, questi incontri non mirano a promuovere l'adesione dei partecipanti al Buddhismo, ma intendono utilizzare la psicologia buddhista in sinergia con quella occidentale al fine di fornire un aiuto allo stato d'animo dei detenuti, aiuto di cui le persone che si trovano in carcere hanno particolarmente bisogno.

Gli incontri, della durata di circa due ore, prevedono in genere una parte dedicata all'ascolto attento di quanto i partecipanti, se lo ritengono opportuno, desiderano raccontare in relazione ai loro problemi, ascolto che i detenuti difficilmente trovano nell'ambiente in cui vivono e che rappresenta per loro una prima forma di sollievo. Vi è poi una conversazione-lezione su un tema che interessa la vita mentale, emotiva e spirituale, animata dai commenti e dalle osservazioni dei partecipanti: tra i temi da me trattati vi sono stati la consapevolezza, l'impermanenza, la connessione con gli altri, la gestione delle emozioni negative quali rabbia, tristezza, ansia, avversione e odio, la gentilezza, la compassione,la gioia, l'equanimità, i princìpi dell'etica buddhista, l'educazione alla pace e il valore della non violenza, le modalità di gestione dei conflitti, la fede nel futuro e nella nostra natura profonda, la semplicità, il concetto e il valore di un percorso spirituale. Uno spazio finale è dedicato al silenzio e alla meditazione.

L'attenzione e l'interesse verso questi incontri non sono diffusi nella maggioranza dei detenuti e le cause di ciò sono molteplici. In primo luogo è il livello molto elementare di educazione e cultura della maggior parte di loro che li porta a considerare addirittura inesistente un modo di pensare e di sentire diverso da quello in cui sono sempre vissuti, per cui non aspirano a niente di nuovo e intendono continuare così. E' anche presente la tendenza a considerare iniziative del genere come provenienti dall'autorità allo scopo di farli star buoni, e questo urta il proposito di molti di affermare invece la loro opposizione a ogni tipo di autorità e diventare, se possibile, ancora più duri e violenti. Un' aspirazione che viene spesso sentita è allora quella di migliorare la propria abilità nel procurarsi in qualsiasi modo un profitto, per cui sono i detenuti più esperti quelli dai quali, secondo loro, si può apprendere qualcosa di utile.
Essendo la partecipazione al Progetto soltanto volontaria, l'educazione di tutti i detenuti a una migliore condotta di vita è un compito che dovrebbe essere professionalmente svolto dalle strutture istituzionali del carcere, ma ciò molto spesso non avviene.

I partecipanti agli incontri appartengono a un ambiente non così refrattario e mentalmente meglio disposto: si tratta di persone che la prigionia induce a riflettere sulle cause della loro situazione e a cercare di migliorarla aprendosi a nuovi orizzonti mentali e rendendosi conto dei bisogni profondi che fino allora non avevano nemmeno avvertito. I partecipanti provano non solo la sensazione di essere aiutati e capiti, il che già rappresenta un sollievo, ma anche quella di crescere. In questo modo la detenzione viene a rappresentare non solo una pena, ma anche un'occasione di progresso, favorevole al miglioramento della loro condotta sia nel momento attuale, sia quando potranno sperimentarla dopo che saranno liberati. E' molto comune un atteggiamento meno reattivo e più equilibrato, dopo la meditazione alcuni hanno detto che non si erano mai sentiti così calmi. Da qualche altro ho saputo che ogni volta contava i giorni che lo separavano dal prossimo incontro.

Anche per lo scrivente la partecipazione a questo Progetto si è rivelata particolarmente importante, permettendo sia di applicare nella pratica il prezioso principio della compassione, sia di ricevere dagli stessi detenuti una più profonda formazione in materia di sensibilità e comprensione.

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Ringraziamo sentitamente il Dr. Franco per la sua gentile e competente attività come volontario.
Dalle sue parole traspare serenità e quanto sia grande il bisogno di queste persone di non sentirsi abbandonate.

sabato 10 novembre 2012

Il progetto di aiuto ai bambini orfani birmani presso "The Schools of Hope": a che punto siamo?



I NOSTRI PROGETTI UMANITARI IN THAILANDIA 
  • The Schools of Hope
  • TheBestFriend Library a Chiangmai


L’associazione Karuna ONLUS continua ad aiutare rifugiati birmani in Tailandia, ma il nostro progetto è cambiato. Il nuovo progetto dell’associazione Karuna è aiutare un orfanotrofio, situato dentro un piccolo monastero (Wat Arunotai) vicino a Chiang Dao, a 60 km a nord della città Chiangmai in Tailandia. Nell’orfanotrofio ci sono attualmente 57 bambini orfani, provenienti dalla Birmania. Principalmente sono dell’etnia Shan - alcuni bambini sono orfani, altri sono abbandonati e/o trovati per strada.
L’orfanotrofio The Schools of Hope è gestito dalla omonima associazione che collabora, oltre che con Karuna, anche con associazioni Active Social Responsability e The Best Friend. Il monaco Pramaha Virote, una signora cuoca e il giovane Noom Hkurh (anche lui un orfano) si prendono cura dei bambini e delle bambine. Molti di loro vanno alla scuola thai, ma all’orfanotrofio studiano anche la lingua e cultura Shan. Alcuni dei bambini, quelli che vogliono, sono monaci novizi. Il nome dell’associazione è in plurale “schools” perché l’obiettivo è allargare l’attività e fondare altri luoghi simili vicino al confine con la Birmania.
Con i soldi dei donatori Karuna si é finanziato l’acquisto dei pannelli solari, ma vi è bisogno di denaro per ultimare i bagni, costruire un edificio destinato allo studio, comprare cibo e libri, e affittare un locale più grande per il pernottamento delle bambine. Ora c’è un dormitorio per i maschi. Le bambine vanno a pernottare in un locale affittato che comunque comincia a essere troppo piccolo.
Potete guardare informazioni e foto sul progetto:
- dal blog schoolsofhope.blogspot.com (anche diversi video)
- dal blog associazionekaruna.blogspot.com
- dalle pagine del sito www.thebestfriend.org
Con i primi soldi che abbiamo mandato, The Schools of Hope sono stati montati i pannelli solari per acqua calda, ultimati i bagni, comprati cibo ecc. I prossimi lavori saranno costruzione delle pareti per l’edificio degli studi (ora c’è solo il tetto) e alcune costruzioni in bambù.
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Ringraziamo di cuore la dottoressa Floriana Trapasso che ci aiuta a raccogliere soldi. Chi vuole fare donazioni, può farlo tramite l’attività di Floriana, o mandando denaro direttamente al conto corrente bancario, per detraibili IRPEF, dell’associazione Karuna:
Banca Etica - Filiale di Genova
Codice IBAN: IT70T0501801400000000133186
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Oltre all’orfanotrofio l’associazione Karuna ONLUS sostiene anche il “TheBestFriend library” nella città di Chiangmai. E’ un centro culturale e biblioteca per i rifugiati ed immigrati birmani. Organizza corsi per i bambini, corsi di inglese e di computer per giovani e adulti, eventi culturali, attività per promuovere diritti umani e libertà in Birmania ecc. Attualmente è gestito da un volontario americano di nome Garrett.
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Se volete chiedere qualcosa su questi progetti potete scrivere:





Aiutare un "ribelle": la storia dell'ex monaco U Gambira



AIUTARE GAMBIRA (BIRMANIA)

Il nostro amico l’ex-monaco Gambira (Ko Nyi Nyi Lwin) - il “gandhi” della Birmania - è stato uno dei leader delle proteste pacifiche dei monaci nel 2007. Dopo la “saffron revolution” è stato arrestato, messo in prigione e torturato. Sballottato da una prigione all’altra, passavano anche mesi senza avere sue notizie e senza che lui potesse comunicare con l’esterno; malgrado ciò mai un lamento o una reazione violenta da parte sua.
Tra le varie ingiurie fisiche ha subito maltrattamenti che ne hanno parzialmente compromesso la vista. Anche membri della sua famiglia hanno subito per lunghi periodi controlli e privazioni di diritti umani di base. E’ stato liberato il 13 gennaio di quest’anno.
Dopo la scarcerazione ha continuato la sua attività per la libertà e per i diritti umani, aiutando p.es. i rifugiati del popolo kachin. Per tutte queste difficoltà con le autorità e avendo problemi di salute (a causa delle torture) Gambira si è smonacato ad aprile. Gli amici gli hanno suggerito di andare all’estero per le cure mediche. All’inizio non voleva andare poiché pensava che forse il regime non lo avrebbe più lasciato tornare.
Per il regime Gambira tutt’oggi è ancora “pericoloso” poiché continua a parlare realisticamente della situazione birmana senza peli sulla lingua, spiegando p.es. come il governo provoca conflitti etnici per mantenere il potere dei militari.
Ora comunque lo abbiamo convinto ad accettare l’invito di andare in America (Brooklyn, NY) per ricevere cure mediche. Se riceve il passaporto, andrà in America con sua mamma almeno per alcuni mesi o un anno. Il problema è che il governo birmano non vuole concedergli il passaporto. Stiamo facendo un appello internazionale per Gambira e per la liberazione dei rimanenti prigionieri politici in Birmania (almeno 300).
Vogliamo raccogliere un po’ di soldi e mandarli ad uso Gambira (viaggio, cure). Chi vuole aiutare, può mandare un contributo al conto dell’associazione Karuna Onlus:

CONTO CORRENTE BANCARIO PER DONAZIONI : BANCA ETICA – FILIALE DI GENOVA –
CODICE IBAN IT70T0501801400000000133186

CAUSALE: GAMBIRA

Nel caso che Gambira non potesse attraversare il confine i soldi verranno usati per aiutare i rifugiati e orfani birmani che vivono in Thailandia secondo i progetti di Karuna Onlus (associazionekaruna.blogspot.com / www.enfantsdesminorites.org).

PS: SU YOUTUBE CERCANDO ASHIN GAMBIRA POTETE VEDERE ALCUNI VIDEO DELLE SUE ATTIVITA’ ANCHE CON ALTRI MONACI E IN DIVERSI LUOGHI DELLA BIRMANIA:

LA SITUAZIONE IN BIRMANIA STA MIGLIORANDO, MA C’E’ ANCORA TANTO DA FARE PER REALIZZARE LA DEMOCRAZIA, DIRITTI UMANI, E LIBERTA’ …

lunedì 25 giugno 2012

.......ma ci sono anche buone notizie dall'aiuola in cura a Piazzale Parenzo!


















Nel precedente post abbiamo segnalato un problema riguardante l'aiuola di Piazzale Parenzo curata dall'Associazione.

Questa attività ci sta dando però anche grandi soddisfazioni!

Nei giorni 16 maggio e 30 maggio 2012 si è svolta un'attività di pulizia e piantumazione dell'aiuola con i ragazzi della classe I C della Scuola Media Statale Cantore.

I ragazzi hanno partecipato con entusiasmo e c'è stata l'occasione per fare alcune riflessioni sull'educazione civica che ciascuno di noi dovrebbe avere.

Un grazie di cuore alle Professoresse Bianchi e Patri che hanno reso possibile questa bella esperienza!

Pubblichiamo un po' di foto del lavoro finito (ovviamente non abbiamo fotografato i ragazzi al lavoro, trattandosi di minori).






Inviata alla responsabile tecnica del Municipio IV



Gentile Sig.ra,

come previsto dalla convenzione di scopo, segnaliamo una situazione incresciosa riguardante l'aiuola di Piazzale Parenzo.

Come ogni estate, al ritorno del chiosco del cocomeraio nella Piazza, l'aiuola si trasforma in un gabinetto per gli avventori e i gestori del chiosco stesso.

Tale attività commerciale non si limita infatti alla vendita di frutta ma effettua un vero e proprio servizio bar, con tavolini e sedie, pur non essendo dotata di servizio igienico.

Ci domandiamo se ciò sia regolare e se non sia il caso di effettuare opportuni controlli.

Tra parentesi, anche i bicchieri utilizzati per servire le bevande e i coltelli e i piatti utilizzati per servire l'anguria non vengono correttamente lavati, mancando attrezzature idonee.

Abbiamo inoltre ascoltato svariate lamentele di abitanti della zona, in quanto vengono sporcate con escrementi e vetri rotti anche altre zone della Piazza, vicino ai caseggiati, con pericolo per i bambini oltre che lesione del decoro.

Alleghiamo foto di un escremento umano trovato stamattina nell'aiuola.

Riteniamo che il nostro lavoro di volontari non dovrebbe contemplare la pulizia degli escrementi altrui, anche se ovviamente puliamo lo stesso, tappandoci il naso.

Richiediamo maggiori controlli e inoltre, se possibile, la fornitura di un cartello che indichi chiaramente che è vietato lordare l'aiuola ai sensi di legge.

Grazie per l'attenzione e buona giornata.

Sonia Testa

Associazione Karuna

mercoledì 2 maggio 2012

Prima iniziativa concreta del nuovo "gruppo": venerdi 4 maggio alle ore 11 a Lerici (SP)

PRIMO EVENTO PUBBLICO DELL’OSSERVATORIO ECOSPIRITUALE

Venerdì 4 maggio alle ore 11 in Piazza Garibaldi a Lerici si svolgerà, come primo evento pubblico dell’Osservatorio Ecospirituale costituitosi il 26 aprile a Lerici un Flash Mob con sit in di meditazione silenziosa per la consegna ai 4 candidati a Sindaco di Lerici della Proposta di gestione etica e ecologica del territorio. Dopo la breve meditazione aperta a tutti si andrà a leggere la Proposta ai 4 candidati. In caso di assenza, la Propostaverrà affissa alla porta della loro sede elettorale. Il libero Osservatorio Ecospirituale, apartitico è aperto a chiunque oggi si chieda come agire per costruire un mondo più giusto, solidale, rispettoso dell’equilibrio naturale e delle diversità; a chi ritenga che sia necessaria una "rivoluzione interiore" e il passaggio a una consapevolezza etica-spirituale in grado di contrastare il degrado della vita politica e culturale, per attivare il cambiamento di modelli economici, sociali e politici che si sono rivelati fallimentari. Tutto ciò nella convinzione che tante persone si possano riconoscere in tali valori, visto il grado di disagio generale e la sensazione diffusa che sia necessario un radicale cambiamento nel modo di abitare il paese, la città, il pianeta. E in se stessi. L’Osservatorio funziona a un doppio livello: come Laboratorio di ricerca teorica intorno alla possibilità evolutiva degli individui e della società, con respiro planetario; e come strumento di azione e controllo della vita politica e amministrativa locale, dove per locale si intende almeno provinciale.

Siete tutti invitati!!!!

domenica 22 aprile 2012

Bimbi felici anche grazie agli aiuti dall'Italia!

video


http://www.enfantsdesminorites.org/

A questo link potete visionare ulteriori video che presentano una situazione in divenire ed in costante progresso, anche grazie al supporto che la nostra associazione sta dando per sostenere questo importante progetto di aiuto.
Grazie a tutti coloro che stanno collaborando e che collaboreranno affinchè si possa essere ancora e maggiormente presenti in questa realtà difficile che ha bisogno realmente.

martedì 6 marzo 2012

Da Modena e da Verona un "cuore" ricco di amore e compassione: il progetto di aiuto a "The Schools of Hope" è realtà!


"The Schools of Hope", il progetto di aiuto cui Karuna Onlus ha aderito e di cui Vi abbiamo riferito in un precedente "post" prende sempre piu' "forma".
L'aiuto e il ringraziamento vanno sia alla ditta Panini di Modena. alla Reniero Associati di Verona e alla Scuola "Selmi" che alla dottoressa Floriana Trapasso che dalla stessa città emiliana di Modena ha raccolto attraverso la propria opera di medico volontario consistenti aiuti a questo orfanotrofio, situato vicino alla città thailandese di Chiang Dao, a 60 km a nord della piu' famosa Chiang Mai.
Quali sono i numeri di "The Schools of Hope"?
57 i bambini orfani ospitati, soprattutto provenienti dalla Birmania, gestiti dalla omonima associazione che collabora, oltre che con Karuna Onlus, anche con "Active Social Responsability" e "The Best Friend Library" di Chiang Mai.
Karuna ha finanziato l'acquisto di pannelli solari ma vi è bisogno di denaro per ultimare i bagni, costruire un edificio destinato solo allo studio, comprare cibo, libri e affittare un locale per il pernottamento delle bambine dell'orfanotrofio che adesso sono ospitate privatamente da una volontaria del centro.
Vi è bisogno anche di un nuovo pulmino per gli spostamenti quotidiani, dal centro alla scuola pubblica thailandese.
Il centro è anche un monastero buddhista e alcuni bambini praticano il noviziato come monaci.
L'orfanotrofio rimane comunque essenzialmente laico.

venerdì 17 febbraio 2012

Karuna cambia sede: il nuovo centro di pratica buddhista sri lankese "Sambudu Vihara" ospiterà le riunioni del gruppo e le serate di meditazione


Karuna Onlus, a quattro anni dalla propria nascita, cambia sede!

Le riunioni del gruppo di volontari e soci e le serate di meditazione si terranno presso il nuovo centro buddhista dell'abate Gnanatilaka, di pratica e tradizione buddhista sri lankese (theravadin), il lunedi sera, dalle ore 19 alle ore 21.

Il centro è situato in Salita della Rondinella, tra Castelletto e Largo Zecca a Genova e per chiunque fosse interessato a partecipare e avere i riferimenti per raggiungere il centro, anche solo per una serata di pratica, puo' contattare i riferimenti dell'associzione indicati nelle sezioni del blog a destra ("Profilo" e "Karuna News").

Una mostra fotografica sulle famiglie della discarica di rifiuti di Maesot (Thailandia)




Il fotografo francese "Matthieu Germain ha fatto un reportage fotografico delle famiglie che vivono nella discarica, e a marzo inizierà a Nantes, Francia, 3 esposizioni vendita delle sue fotografie.

Matthieu desidera versare il 30% del ricavato delle vendite a favore del progetto "Golden Dump" dell'Associazione Krio Hirundo.

Ecco la pagina Facebook di Matthieu
Ecco il link del sito web di Matthieu dove potrete vedere le foto scattate alla discarica e vendute durante l'esposizione. Il titolo dei reportage sono "Life in the Rubbish Dump & Sofa Project"
Le 3 esposizioni fotografiche saranno dal 13 al 25 marzo ( vedi bozza volantino qui allegato), in concomitanza della "Giornata Mondiale per la Birmania" che sarà il 13 marzo.

giovedì 16 febbraio 2012

"The Best Friend Library" di Chiang Mai e "The Schools of Hope" di Chiang Dao (Thailandia): i progetti di aiuto di Karuna Onlus non conoscono soste

Karuna Onlus ha ricevuto da alcuni benefattori e ha donato importanti somme di denaro a due istituzioni e organizzazioni locali della città di Chiang Mai nel nord della Thailandia.

Queste organizzazioni stanno aiutando decine di bambini di origine birmana, orfani di genitori o rifugiati illegalmente in Thailandia, presso la città thailandese di Chiang Mai: "The Best Friend" (associazione di volontariato registrata a livello internazionale in Germania) e "The Schoosl of Hope", un orfanotrofio con 87 bambini ospitati, sempre situato nei pressidi Chiang Mai.

La prima organizzazione gestisce una biblioteca dove i bambini studiano inglese e altre materie, apprendendo anche i rudimenti dell'informatica.

Per informazioni dettagliate su "The Schools of Hope": http://schoolsofhope.blogspot.com/ e su

un'associazione non profit di aiuto al progetto: http://www.activesocialresponsability.com/.

Vi terremo informati sugli sviluppi di questa forma di aiuto.

Si ringrazia sin d'ora la dottoressa Floriana Trapasso di Modena e l'azienda Panini (quella storica delle "figurine" dei calciatori......), con sede a Modena, che hanno convogliato ingenti forme di aiuto in denaro.

Pubblichiamo di seguito la ricevuta di donazione relativa alla prima "tranche" di denaro inviato.

Gli aggiornamenti di Krio Hirundo Onlus al progetto "Golden Dump" di aiuto alle famiglie della discarica di rifiuti

















Con questo "post" "salutiamo", con un "arrivederci", il progetto "Golden Dump" (a cui abbiamo voluto molto "bene" e che abbiamo sostenuto come associazione).


Si tratta di un progetto di aiuto ad alcune famiglie che vivevano in una discarica di rifiuti al confine tra Tailandia e Birmania e che l'associazione italiana Krio Hirundo Onlus, ideatrice dello stesso, sta portando avanti in maniera egregia.

Forniamo un aggiornamento degli avvenimenti premettendo che purtroppo Karuna, anche per avvenimenti accaduti di recente estranei alla sua volontà, non ha piu' potuto aiutare Krio Hirundo.

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La scelta della nuova terra

Krio Hirundo doveva affrontare vari problemi legati al terra che era
stata scelta a novembre 2010 da Ashin Sopaka: mancanza d’acqua,
quindi l’impossibilità di coltivare tutto l’anno ma solo durante la
stagione delle piogge; un terreno inadatto alle coltivazioni a causa
delle numerose piante di bambù; terreno completamente isolato durante
la stagione delle piogge perché privo di strade d’accesso e quindi
difficoltà anche per i bambini d’accedere alla scuola.
Si riteneva perfetto il luogo per nascondere le famiglie dalla
polizia, visto il loro statuto di profughi senza documenti ma, in
seguito a vari nostri approfondimenti e risultati, inadeguato per
costruire un futuro.
Dopo aver incontrato la figlia del proprietario terriero, la quale ha
tentato di rinnovarci il contratto rincarando il prezzo del 50%, ci
siamo rese conto che questa ricca signora tailandese, in tutti i modi,
voleva arricchirsi alle spalle delle famiglie e dei donatori. Vi
risparmiamo i dettagli.
Così da oltre un mese e mezzo è iniziata la ricerca di un nuovo luogo,
ricerca non facile perché tentavamo di trovare un piccolo terreno con
una buon suolo, con l’acqua, con un proprietario tollerante con i
birmani, con un vicinato che accettasse le famiglie birmane, con una
scuola vicina per i bambini e ovviamente ad un prezzo non gonfiato.
Dovevamo spostarci verso il meglio.
Pensavamo di aver perso tutte le speranze, dopo tanto tempo passato a
visitare terreni a sinistra e a destra, rimanendo non troppo lontano
dalla zona della discarica (da dove provengono le famiglie). Abbiamo
così iniziato le trattative per il rinnovo del vecchio contratto, ma
allo stesso prezzo stabilito un anno fa, con il timore che a qualsiasi
momento le famiglie potevano essere sfrattate, visto che la firma del
contratto sarebbe stata quella della figlia del proprietario, perciò
legalmente con un contratto non valido.




















Ci trovavamo di fronte ad una grande indecisione, consapevoli che la
situazione globale era pessima.
Così abbiamo voluto informare il monaco King Zero, ed avere anche da
lui un’opinione. È durante quel incontro che è stato deciso di
considerare un terreno disponibile a 20 km dalla città (quindi molto
lontano rispetto alla discarica), in un villaggio abitato
principalmente da Karen, che da generazioni vivono lì.
Ci è stato proposto un fazzoletto di terra (32.000 metri quadrati) nel
villaggio di Bwe Kalar. Il proprietario è un birmano di nostra
conoscenza, ma vivendo qui da 40 anni ha la cittadinanza tailandese
quindi ha tutti i diritti, come la proprietà. Abbiamo infatti
richiesto la copia dell’ufficio del demanio che attesta la proprietà
del terreno, ed è tutto in regola.
C’è l’acqua per poter coltivare tutto l’anno, la strada asfaltata
giunge al terreno perciò le famiglie non sono isolate durante la
stagione delle piogge. Così ne abbiamo parlato alle famiglie,
spiegando più semplicemente possibile la situazione. Loro erano
terrorizzati a spostarsi in un nuovo luogo, hanno passato tutta la
loro esistenza a nascondersi…
Assieme al proprietario del terreno di nome Vinang, siamo riuscite ad
ottenere dei pseudi documenti per tutti gli adulti, in modo che
potessero uscire dalla foresta senza rischiare rappresaglie dalla
polizia. Abbiamo quindi mostrato il terreno, il tempio buddista
birmano, il villaggio…spiegando che grazie a Vinang, che avrebbe fatto
da garante, si sarebbe intrapreso a febbraio la modalità per far
ottenere dei veri documenti per le famiglie. Grazie a questi documenti
avrebbero avuto, per la prima volta, la possibilità di fare una vita
normale.
Abbiamo fatto in modo che il monaco King Zero spiegasse tutto questo
anche lui (un monaco non mente mai,e sua opinione è tenuta in grande
considerazione). Così le famiglie si sono fatte coraggio ed hanno
deciso di accettare questo enorme cambiamento: non nascondersi più.
Fatto questo, ci siamo presentate con un cesto regalo al capo del
villaggio per avere la sua approvazione, che è stata accordata,
(indispensabile sia per ottenere un permesso di residenza sul terreno,
sia per avere l’autorevole voce del capo del villaggio a favore del
progetto) infine, ci siamo fatte presentare al preside della scuola
vicina per migranti birmani, per chiedere l’autorizzazione di far
entrare i “nostri” bambini nell’istituto.
Ora siamo nel periodo degli esami finali, quindi inizieranno con il
nuovo anno scolastico a giugno.
Per quanto riguarda l’agricoltura, ci siamo rese conto che gli adulti
non hanno la conoscenza sufficiente per poter gestire al meglio e da
soli le coltivazioni (non sanno cosa è meglio coltivare, come
coltivare a basso costo e ad alta resa). Così era evidente che la
prima cosa da fare era fornire una formazione agronoma, dalla
piantagione alla vendita. Quindi dovevamo fare un “progetto pilota”,
che dovrebbe dare le basi di un futuro a coltivazioni e allevamenti
più grandi.
Dopo varie ricerche e porte chiuse, ci siamo “imbattute” su Mark, un
giovane occidentale, che vive da due anni a Mae Sot, assieme a Komoto
(un ragazzo birmano), dando vita all’interno delle scuole, di progetti
pilota di “Natural Farm”, ossia prodotti agricoli senza l’uso della
chimica, ma sfruttando i prodotti della natura per ottenere
fertilizzati e alimenti. Infatti, analizzando le spese del primo anno
del nostro progetto, c’eravamo accorte che i possibili benefici
venivano assorbiti da fertilizzanti chimici e antiparassitari.
Dovevamo ritornare alle origini, insegnare come fare un ottimo
composto naturale.
Non è un progetto facile e le famiglie devono imparare molto, ma ci
proviamo, o comunque l’intenzione è proprio quella di fare una piccola
Fattoria bio seguendo le istruzioni di Komoto.
In questo 2012 perciò il nostro obiettivo non è quello di coltivare in
grande scala per poter vendere i prodotti all’ingrosso, vorremo invece
per un anno, fare una scuola di agricoltura basata sulla scelta di
piantagioni e allevamenti collegati fra loro. Impareranno quindi il
modo migliore per coltivare e allevare a basso costo per ottenere dei
benefici dal loro lavoro. Grazie anche ai loro documenti potranno
vendere direttamente al dettaglio presso il villaggio. Siamo certe che
l’istruzione e la formazione (tramite un progetto pilota),
accompagnato da uno statuto legale (tramite carte d’identità) è
l’unica chiave per uscire dalla povertà e l’emarginazione.
Questo è il nostro obiettivo. Abbiamo ora un altro mese di tempo per
pianificare il tutto.
Sono analfabeti, la lingua è una grande barriera, vivono nel terrore,
certe credenze negli spiriti sono ulteriori ostacoli (per esempio si
ammalano a causa di uno spirito cattivo e non prendono le medicine
regolarmente).
Ora stiamo organizzando il trasloco delle famiglie e del materiale.
Prossimi obiettivi:
1-Fare un sistema di purificazione dell’acqua che diventi potabile
(pensiamo attraverso dei filtri ed una cisterna per stoccarla);
2- Terminare le abitazioni già avviate, fare servizi igienici;
3- Iniziare a pianificare assieme a Komoto il progetto “Natural Farm”.
Infine, una decina di giorni fa, Aye Than è andato clandestinamente in
Birmania per recuperare gli altri due figli che vivevano ancora con i
nonni.
Ma le cose sono precipitate e suo padre, molto vecchio, sta morendo.
Perciò non può lasciare la mamma da sola. Ha quindi richiamato tre
giorni fa sua moglie e i bambini in Birmania.
Abbiamo perciò scritto una lettera, assicurandolo che siamo in grado
di sostenere la nonna (sua mamma), se vorrà tornare con tutta la
famiglia. Vi assicuriamo che era straziante il viso di quella madre
mentre ci raccontava tutto ciò.
Infine il contratto della terra è stato firmato per 3 anni, pagando
l’affitto annualmente con il prezzo bloccato, con avviso di 6 mesi
anticipati da entrambe le parti, se si vuole disdire il contratto. Il
contratto è stato firmato dal proprietario del terreno, da Nadia in
qualità di presidente dell’associazione, da Saw (nostro responsabile)
e dal monaco King Zero in qualità di testimone.
Il 21 gennaio abbiamo iniziato un corso di formazione per 15
studenti birmani (per un totale di 50 ore), per imparare a costruire
un forno e produrre oggetti in terracotta. Per questo corso ci sarà
Eva e Raffaele, in qualità di volontari che ci raggiungeranno la
prossima settimana. Inoltre è stato possibile organizzare tutto ciò
avvalendoci della collaborazione con l’associazione Help Without
Frontiers, che metterà a disposizione un pulmino per trasportare gli
studenti e provvederà anche ai pasti.

Per quanto riguarda la scuola dove andranno i nostri bambini:
è frequentata da 240 bambini di cui 140 alloggiano lì, soprattutto
durante la stagione delle piogge. Gli insegnanti sono 17. La scuola è
il risultato di un progetto di tre organizzazioni umanitarie.
Sembra che tutto venga coperto da queste organizzazioni (salari per
maestri, libri,vitto). Il preside ci ha spiegato che ciò di cui hanno
bisogno sono lenzuola e zanzariere per i bambini.
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L'aiuto alla piccola Phyu Phyu

Finalmente, ieri il gruppo era completo: io, Barbara, Saw Saya, un interprete per la lingua thai verso il birmano e inglese e ovviamente la piccola Phyu Phyu Thin con il suo dolce papà!
Alle otto eravamo nell'affollato ospedale pubblico di Mae Sot, finalmente alle 11 la bimba è entrata per essere visitata da un orribile dottore razzista thailandese, il quale dopo pochi minuti, ha perso la pazienza e non ha voluto più saperne. Cavolo ma è normale che una bimba sorda, che ha vissuto nascosta per due anni sia un tantino impaurita dalla situazione! Comunque vi assicuro che lei è stata bravissima, ha urlato a buon ragione perchè quello stronzo con i suoi arnesi ha fatto sanguinare l'orecchio di Phyu Phyu.
Insomma, il resto dell'esame è stato fatto da un'infermiera, che pur essendo donna era di una freddezza allucinante. Certo Phyu Phyu non è una ricca thailandese, ma una dolcissima e felice piccola birmana. Comunque, è stato appurato che dall'orecchio sinistro sente certi suoni ed anche da quello destro ( un po' meno). La loro ridicola affermazione è che la bimba è sorda perchè ha problemi mentali.
Ce li hanno loro i problemi mentali! Così dopo essersi rifiutati di darci per iscritto il loro referto medico, a mezzogiorno eravamo tutti alla clinica Mae Tao, la quale teoricamente, a seconda dei casi, sarebbe intervenuta nel caso nell'ospedale non era in condizioni di fare nulla per la bimba. Noi sapendo di un programma chiamato BCMF (BURMA CHILDREN MEDICAL FOUND), abbiamo chiesto quindi il loro intervendo, spiegando che l'ospedale di Mae Sot era impotente ( e incompetente).
Siamo state dalla manager del programma, che subito ha adorato Phyu Phyu, abbiamo spiegato tutto ciò che avevamo fatto...
PHYU PHYU potrà finalmente uscire dalla sua sordità ed imparare a parlare!!!
Questa è la situazione: Mae Tao clinic provvederà con un pulmino apposito, assieme ad altri bambini e mamme, il trasporto fino alla città di Chiang Mai ( dove ci sono degli ospedali qualificati), per passare i controlli ha degli accordi con le autorità thailandesi e stanno preparando quindi il foglio di via per la mamma e Phyu Phyu, avranno vitto e alloggio e un interprete, saranno seguite in tutto.
Ci vorranno diversi viaggi e probabilmente ci vorranno circa 6 mesi per terminare il tutto. Tutto questo sarà possibile solo se noi saremmo in grado di aiutare il finanziamento delle cure nell'ordine di circa 1.000 euro, infatti il costo dell'auricolare è molto alto e loro non hanno un budget per coprire tutto. Noi, certe che ce la faremo a raccogliere quei soldi abbiamo dato il via alle pratiche.
Essendoci molti casi di bimbi, Phyu Phyu con la mamma potrà fare il primo viaggio a Chiang Mai verso fine febbraio, loro ci avviseranno una settimana prima.
Stiamo lanciando quindi un appello di raccolta fondi per Phyu Phyu, sono certa che ce la faremo,anche con il vostro aiuto.
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Le ultime novità del progetto "Golden Dump"

1) La piccola Phyu Phyu Thin che vive all'interno del ns progetto Golden Dump, sorda dalla nascita partirà il 16 febbraio con la mamma per iniziare le cure a Chiang Mai
2) Le persone che continueranno a seguire il progetto "golden dump" anche in nostra assenza sono sempre il maestro Saya Saw ed ora anche una volta alla settimana l'agronomo karen di nome Kaw Maw Taw. Entrambi sono remunerati dalla nostra associazione e settimanalmente ci invieranno un resoconto economico e descrittivi dei sviluppi del progetto.
3) Abbiamo provveduto a fornire un piano cottura a due fuochi alimentato a gas, perchè a lungo termine è meno costoso del carbone o legna. Le donne ci hanno preparato un pranzo da regine, ed hanno imparato velocemente ad utilizzare i fuochi alimentati a gas. Sono molto contente di questo cambiamento, e ogni minuto passano lo straccino per pulire la cucina!
4) E' in via di costruzione anche una tettoia dove verrà collocata la zona cucina e la grande tavola dove le famiglie mangeranno tutte assieme
5) Una parte della terra sono iniziati i lavori di preparazione suolo per le coltivazioni (arricchito con letame), presto inizieranno le semine di diverse colture.
6) Dove precedentemente erano state piantate coltivazioni di foglie di betel, il suolo è stato a
migliorato
7) La cisterna per stoccare l'acqua è terminata
8) Per l'acqua potabile ( da bere ) ci siamo rese conto che era più conveniente acquistare nel villaggio le grosse taniche da 10 litri di acqua piuttosto che costruire tutto un sistema di filtraggio. Ora nel terreno ci sono 10 taniche da 10 litri ciascuna, e possono essere ricaricate nel centro del villaggio con un costo di 0,25 centesimi l'una.
9) Per la doccia e lavaggio stoviglie viene usata l'acqua adiacente al terreno e stoccata nelle cisterne costruite.
10) Pochi giorni fa è stato un momento memorabile, le famiglie a sorpresa, hanno avuto la visita del primo acquirente: una signora del villaggio ha comperato 3 chili di foglie di betel. Per tutta la parte della vendita sono le donne che se ne occupano, hanno raccolto le foglie scelte dall'acquirente, le hanno pesate, hanno ricevuto i soldi ed hanno dato il resto al compratore. Si trattava di una decina di euro, ma erano euforiche! I soldi raccolti dalla vendita dei prodotti sono poi consegnati dal nostro responsabile Saya Saw e messi a disposizione del progetto stesso.

Prossimi obiettivi del progetto Golden Dump:
1) continuare nella lavorazione della terra e coltivazioni biologiche
2) trattativa con il capo del villaggio per poter connettere il nostro terreno tramite un lungo tubo ad una fonte di acqua più pulita che servirà alle coltivazioni, infatti il ruscello adiacente è alimentato da dell'acqua inquinata da prodotti chimici derivanti da altre fattorie
3) Prima della stagione delle piogge iniziare il progetto per l'allevamento dei maiali
4) Iscrizione dei bambini alla scuola per migranti birmani a giugno
5) Proseguimento delle cure mediche per Phyu Phyun Thin, quando ci sentirà, verrà seguita per poter imparare a parlare
Per quanto riguarda il numero di famiglie abbiamo deciso che vista la grandezza attuale del terreno ( piccola) e la complessità del progetto ( formazione di agricoltura biologica ed allevamento biologico), sarebbe uno sbaglio accogliere ancora famiglie. Inoltre vogliamo lasciare la possibilità alla famiglia di Aye Than nel caso volesse tornare con la nonna, moglie e figli in Thailandia, di poter rientrare nel progetto. Attualmente quindi sono 3 nuclei famigliari, 4 se Aye Than ritorna.
Altre famiglie potranno beneficiare del progetto dal momento che le attuali avranno già un minimo di formazione ( e potranno esse stesse condividere le conoscenze) e noi troveremo un altro pezzetto di terreno adiacente all'attuale da dedicare all'agricoltura.
6) I fondi a nostra disposizione per il progetto Golden Dump crediamo siano sufficienti almeno fino a novembre per il 2012 per tutte le spese del progetto Golden Dump.

La lettera del Presidente agli amici di Karuna: il resoconto delle attività e il contributo associativo annuale 2012


Cari amici, volontari, sostenitori di Karuna Onlus,

Presso il carcere di Genova Pontedecimo i volontari Franco, Sonia e Walter hanno portato avanti nei mesi scorsi un progetto di aiuto ai carcerati attraverso un percorso di orientamento spirituale e di pratica meditativa, anche attraverso attività in movimento.
Di recente è stato avviato anche un corso di informatica con grande scuccesso e interesse tra i detenuti e le detenute.

A livello internazionale abbiamo deciso di sostenere un nuovo progetto di aiuto a bambini birmani presso una scuola tailandese, in collaborazione con altre associazioni locali.

Il progetto "Golden Dump" ideato dall'associazione Krio Hirundo Onlus per aiutare gli abitanti della discarica di rifiuti della città di Maesot (tra Tailandia e Birmania) ha vissuto tappe importanti di sviluppo e soprattutto ha ricevuto una grande donazione da una cittadina svizzera che ha consentito allo stesso di guardare ai prossimi anni con la consapevolezza di poter avere le risorse economiche per sopravvivere.

Purtroppo le attività sul territorio locale si sono diradate a causa della defezione di numerosi volontari: la piccola aiuola "Minu Ice" che curiamo vede la sola partecipazione continua di una volontaria alle operazioni di potatura e piantumazione e le bancarelle di raccolta fondi purtroppo sono state poco frequentate dai simpatizzanti e amici dell'associazione.

Con il 2012 chiediamo a Tutti Voi un contributo annuo di euro 10 per sostenere le principali spese che abbiamo: l'assicurazione dei volontari, la casella postale per la corrispondenza con carcerati.

Verrà emessa una tessera associativa a nome di chi ci fornirà la quota annua e ricordiamo anche che chi tra i volontari e gli amici di Karuna Onlus avesse fornito donazioni nel 2011 (anche per il sostegno del pagamento della sala di Corso Torino) ci puo' chiedere l'emissione della ricevuta complessiva, ai fini della detrazione dall' imposta i.r.p.e.f. nella prossima dichiarazione dei redditi.

Come effettuare il pagamento?

La strada meno costosa è quella di recapitare la quota di 10 euro al Tesoriere Mauro (Muwi) oppure di effettuare un bonifico diretto sul nostro conto corrente bancario.

Potete inviare una mail di conferma di adesione e Vi forniremo i riferimenti bancari.

Per Karuna Onlus

Massimiliano (Presidente)